Bondo

Bondo sorge in una conca pianeggiante, storicamente protetta ma anche esposta alle alluvioni del torrente Gavardina. La sua storia è fortemente legata all’agricoltura di sussistenza e allo sfruttamento dei boschi della Val di Breguzzo.

  • L’epoca napoleonica e l’Ottocento: Con la fine del Principato Vescovile nel 1803, il territorio passò sotto il controllo diretto del Impero d’Austria (poi Austro-Ungarico). Bondo, come i paesi vicini, subì le riforme centralizzatrici di Vienna, che misero in crisi il vecchio sistema delle Vicinìe e delle proprietà collettive, spingendo molti abitanti all’emigrazione stagionale (come arrotini o carbonai).
  • L’inferno della Grande Guerra: Tra il 1915 e il 1918, Bondo si trovò nelle immediate retrovie del fronte della Guerra Bianca (l’Adamello e l’alta Val del Chiese erano la linea di contatto tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico). Il paese venne militarizzato, la popolazione in parte evacuata. Bondo divenne un enorme centro logistico e ospedaliero per le truppe imperiali. A testimonianza di quegli anni drammatici, l’architetto viennese Fabian Baroni progettò il Cimitero Militare Austro-Ungarico di Bondo: inaugurato nel 1916, ospita oltre i resti di centinaia di soldati caduti sulle vette circostanti. Resta uno dei monumenti funebri bellici più imponenti e solenni dell’intero Trentino.
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